NEGLI ALTRI PAESI SAPPIAMO VALORIZZARE IL GELATO ARTIGIANALE ITALIANO?

NEGLI ALTRI PAESI SAPPIAMO VALORIZZARE IL GELATO ARTIGIANALE ITALIANO?

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Per prepararmi ai miei vicini settanta anni mi sono permesso di regalarmi due vacanze in Spagna e Francia e ho apprezzato i loro atteggiamenti
positivi, con una sana e quasi allegra volontà di far crescere l’economia e i posti di lavoro e con un approccio con il turista di massima cortesia e di gradevoli sorrisi. Sono tornato contento per loro, sentendo un po’ di invidia e incavolandomi per la nostra statica arretratezza!
Sicuramente loro ce la faranno a uscire in piedi dalla lunga crisi che ci accompagna da troppo tempo e noi dobbiamo assolutamente seguire questi esempi, coinvolgendo tutte le componenti sociali e ridimensionando ruoli e atteggiamenti dei nostri politici e burocrati, chiarendo che le loro beghe e la loro prosopopea non sono più accettabili, creano un clima avvelenato e negativo, frenano la ripresa del Paese. Non è una sparata populista e nemmeno un rigurgito di antipolitica, anzi ben vengano progetti importanti e politici seri, formati, competenti, non collusi e non autoreferenziali: abbiamo
bisogno urgente di imprenditori bravi e di politici bravi, con spirito comunitario e solidaristico per far ripartire l’Italia. Devo però evidenziare che mi ha
sorpreso negativamente l’offerta spagnola e francese di gelato artigianale, presentato quasi sempre in locali troppo “dimessi”, con esposizioni pasticciate e con livelli qualitativi bassi, riconducibili alle vetrine di gelato dei dehors di trent’anni fa e con un’ingredientistica vecchia, poco salutare e foriera di degustazioni poco gratificanti.


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Articolo apparso sulla rivista "Gelato Artigianale" n. 306 di Settembre/Ottobre 2017


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