DIECI, CENTO, MILLE NUOVE GELATERIE: TROPPE!

DIECI, CENTO, MILLE NUOVE GELATERIE: TROPPE!

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La moltiplicazione delle catene di gelaterie e dei loro affiliati può portare interi territori a saturazione e anche peggio: a ciò si aggiungono altre aperture, per iniziativa di coloro che non hanno più il loro lavoro o che hanno creduto agli articoli superficiali che presentavano il settore della gelateria come l'Eldorado.
A qualcuno ciò può apparire come un elemento positivo, che testimonia la vitalità e la forza d'attrazione del gelato artigianale - ed è parzialmente vero - ma c'è l'inevitabile risvolto estremamente concreto della sproporzione fra domanda e offerta e, in specifico, fra un'offerta in crescita vertiginosa e una domanda non proprio dinamica.
Il gelato artigianale da molti decenni è in crescita, praticamente da quando ha superato l'offensiva dell'ice-cream industriale che si era posto l'obiettivo di soppiantarlo totalmente, come era riuscito a fare in molti paesi europei.
Le presenze capillari di latterie, di ambulanti e di un discreto numero di cremerie, nonché di aziende che producevano per questi locali, unita alla forte determinazione dei gelatieri a resistere e ad una conseguente capacità di lotta, fecero sì che il gelato artigianale in Italia potesse non solo sopravvivere, ma anche svilupparsi e capillarizzarsi a ritmi prima impetuosi e poi comunque costanti.

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Articolo apparso su "Gelato Artigianale" n. 264 di Luglio - Agosto 2013

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